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Mi ha raccontato che...
La domanda che spesso mi sono fatto osservando un quadro di mio padre è stata:
«Ma che cosa significa?».
Per molti anni, la voglia di comprendere a fondo le ipnotiche esplosioni di
colore dei suoi quadri più recenti o le cupe atmosfere dei suoi soggetti più
antichi mi hanno letteralmente assillato costringendomi a rimanere ore ed ore
immobile davanti ai suoi dipinti.
Con il tempo, però, ho capito che l'unico modo per cercare di dare
un'interpretazione alle opere di papà era quello di comprendere il periodo
storico in cui erano state realizzate e, soprattutto, gli avvenimenti della vita
quotidiana che le avevano ispirate.
Comprendere i dipinti di Luigi significava quindi comprendere Luigi, ed è per
questa ragione che un giorno ho deciso di interrogarlo a lungo sulla sua vita,
ripercorrendo con lui tutti gli anni della sua carriera artistica.
Il connubio con l'arte è stato chiaro fin dall'inizio e chiara è stata anche
l'impossibilità di scindere la sua storia dalle sue creazioni artistiche.
È stato proprio per questo motivo che non ho trovato altro modo di raccontare
mio padre che attraverso le sue opere e le sue opere attraverso lui, i suoi
pensieri e le sue avventure.
Chiusi nel suo studio di sempre, che ancora odora di colori e di pennelli, ho
iniziato ad intervistare papà e lui mi ha raccontato che...
Igor Baldacci
23 settembre 2001
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